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10 commenti su “Architetta non vi piace? Ok, parliamone”

  1. Il profilo delle architette chissà perché mi ha sempre affascinato.
    Ho collaborato con una celebre dirigente di enorme cultura giuridica e giurisprudenziale che ripudiava il titolo di “professoressa”, citandosi invece col suo titolo accademico di “professore”. Altre, pretendevano il titolo di “dottore” e no “dottoressa”.
    E’ fatto risaputo, noto ne è l’esempio, che si tratti di linguaggio tipico elitario nel mondo dell’olimpo della musica, che alla superlativa musicista a fine concerto o alla soprano donna le si grida “bravo”, lasciando “brava” agli apprezzamenti e lodi in uso in altri settori.
    Così come per il direttore di orchestra, cui ci rivolge con l’appellativo di “maestro”, pur se donna.
    Condivido appieno il convincimento pur diffuso che questa pretesa, forse dovuta a
    disistima di sé, sia una paradossale forma di discriminazione di genere al contrario.
    Vale a dire che l’uso al femminile di titoli accademici, incarichi ufficiali, qualifiche di ruolo, arti e professioni dà l’impressione di volere indicare sottolineando una condizione di minus habens quando ne sia titolare una donna e no un uomo.
    Fatto di cultura, certo; ma anche, non me ne vogliano, forse di psicopatologia del quotidiano. Forse, sì. Ma tant’è, come diceva il poeta, «scenderemo nel gorgo muti»

  2. Per carità, ci si abitua a tutto. A differenza di altre professioni, però, ad es: virologo/virologa, la parola architetto è composta da arco e tetto ed è meno giustificabile da un punto di vista linguistico creare ‘architetta’ come versione femminile. Non vedo cosa ci sia di deformante o sessista in ‘architetto donna’. Ma passerà, il termine, come ne son passati tanti, più per popolarità d’uso che buon senso, insomma, una volgarità. Ci sono professioni che non subiranno mai il percorso contrario, da femminile a maschile, per es: linguista, pediatra, autista ecc, e questo perché dietro non c’è il pensiero intollerante che invece muove alcune istanze erroneamente viste come femministe. È una vera sciocchezza, ma questo è l’andazzo generale, ahinoi.

    1. Linguista, pediatra, autista sono sostantivi di genere comune, così come il tanto citato geometra: il maschile e il femminile sono riconoscibili grazie alla presenza dell’articolo. Architetto al contrario è di genere mobile, ha una desinenza al maschile -o e una al femminile -a. E’ la grammatica italiana.

  3. Allora anche “medica, fisica, chimica” e magari anche ” ingegnera”?…
    Forse perché sto per andare in pensione dopo una vita da architetto, ma davvero mi sembra una puntualizzazione inutile.

    1. Certo: e sindaca, ministra, avvocata. Sui giornali vengono già utilizzati correttamente. Per me non è una puntualizzazione, è un tema importante, ma comprendo non lo sia per tutte: però tante ragazze che si laureano oggi si definiscono architette, bisogna prenderne atto. E far caso soprattutto che queste declinazioni al femminile che disturbano l’orecchio di alcuni/e riguardano sempre posizioni di potere o professioni ritenute “di prestigio”: chiediamoci come mai.

  4. Nützliches Tutorial – Danke! Auch wenn der Eintrag bereits etwas älter ist – zwei Verbesserungsvorschläge: 1) den PHP-Code am Schluss in einer Datei oder in einem Textfeld anbieten und 2) einen kleinen Fehler im Code verbessern: Wenn man obige Bildressourcen herunterlädt, trägt ein Bild den Namen &#rgs0;foto-was2e8zeichen.jp2”, im PHP-Code wird aber die Bezeichnung “natur.jpg” verwendet – der Aufruf der Bildressource ist so also nicht möglich. Nur ein kleiner Fehler, kann aber irritieren. Ansonsten sehr übersichtlich.

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